Citta'

Le Nostre Origini

Irsina

Anticamente Montepeloso, vanta origini antichissime. La cittadina si erge su un territorio che fu degli Enotri e poi dei Lucani; durante il periodo greco romano fu un florido centro, reso tale dalla vicinanza del fiume Bradano e della via Herculea, la quale da Venosa giungeva fino a Potenza ed Eraclea attraversando la valle del Bradano.

Numerosi sono i reperti archeologici, vasi, monete magnogreche e romane, armi, suppellettili, e cimeli vari di fattura italo greca, ritrovati dentro e fuori il centro abitato, che testimoniano l'antica grandezza di Montepeloso. Della sua storia medioevale si ha notizia a partire dall'895 d.C., anno in cui la città fu invasa dai Saraceni i quali, nel loro tentativo di invadere il Principato di Benevento occuparono molti centri della Lucania, tra cui Montepeloso.

Nel 1042 fu teatro di una grande battaglia tra gli eserciti bizantini e quelli normanni, in seguito alla quale la città passò sotto il dominio normanno. Nel 1123 papa Callisto II elesse Montepeloso a sede vescovile, forse anche per contrastare la presenza di una forte minoranza ortodosso-bizantina che ancora esisteva nel paese. Dopo la dominazione normanna fu la volta di quella sveva con Federico II (inizi XIII sec.), il quale potenziò le mura intorno alla città e fece costruire un "bel castello" in seguito donato, vuole la tradizione, allo stesso S. Francesco d'Assisi intorno all'anno 1228.

Con la venuta degli Angioini Montepeloso passò nelle mani della famiglia Del Balzo (1308), agli Angioini seguirono gli Aragonesi, con i quali la città si avviò verso una lenta decadenza politica. Nel 1799 Montepeloso guidata dal duca Giovanni Riario Sforza e da Monsignor Arcangelo Lupoli aderì alla Repubblica partenopea costituitasi a Napoli sotto la spinta delle idee riformiste della rivoluzione francese. Nel 1821 il feudo di Montepeloso passò nelle mani della nipote di Giovanni Riario Sforza, Donna Giovannina Sforza, la quale andò in sposa al conte Laval Nugent, generale di artiglieria dell'impero austriaco. Un'ultima data segna infine la storia del paese, il 28 marzo 1895, quando con un decreto regio firmato da re Umberto il nome di Montepeloso fu sostituito da quello attuale di Irsina.

Tricarico

Non si conosce la data della sua fondazione. All'interno dell'attuale perimetro della città sono presenti testimonianze archeologiche datate al VI-V secolo a.C. (ritrovamenti nel rione dei Cappuccini, presso il cinquecentesco monastero di Santa Maria delle Grazie) ma la le prime notizie documentate sulla presenza di un abitato risalgono all'epoca dei longobardi, con la presenza di una cittadella fortificata attestata nell'849[7]. Fu in seguito, tra il IX ed il X secolo, roccaforte araba e successivamente città fortificata (kastron) bizantina In seguito fu contea della famiglia normanna dei Sanseverino e sede di comestabilia (comando militare). Dal X secolo è sede dell'omonima diocesi.

Nel XV secolo vide la presenza di una consistente comunità ebraica e, nel XVI secolo di una comunità albanese, in concomitanza della presenza, alla guida del feudo, di Erina (o Irina) Castriota Scanderbeg, moglie del principe Pietro Antonio Sanseverino e nipote dell'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg. La sua importanza nel XVII secolo è testimoniata dalla menzione, unica città lucana, nella raccolta di stampe e vedute del Theatrum urbium praecipuarum mundi di G. Braun e F. Hogemberg, pubblicata a Colonia tra il 1572 e il 1618.

La stampa di Tricarico è del 1605. La moderna Tricarico è una città d'arte che conserva un consistente patrimonio artistico e storico-architettonico ed è sede di uffici e servizi comprensoriali, tra i quali l'Ospedale cui è collegato il Centro di eccellenza della Riabilitazione della Provincia di Matera.


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